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Fuori
città

| Amatrice
e i Monti della Laga |
Ariccia,
Genzano e il Lago di Nemi |
Arte
rinascimentale e natura: Campagnano, Mazzano Romano, Rignano Flaminio,
Morlupo |
Bagnaia, Bomarzo
e il Parco dei Mostri |
Borghi
medievali e testimonianze etrusche (Vejo-Sacrofano) |
|
Bracciano,
Trevignano, Anguillara |
Bolsena tra
storia e miracoli |
Castel Gandolfo
e Albano Laziale, il Lago di Albano |
Fiuggi |
Frascati |
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Fregene,
Ladispoli e Cerveteri |
Viterbo,
Vulci, Tarquinia |
Ostia Antica |
Palestrina |
Parco Nazionale
del Circeo |
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Parco Nazionale
del Circeo |
Tivoli,
Villa Adriana |
Subiaco: i Monasteri
Benedettini |
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CASTEL
GANDOLFO E ALBANO LAZIALE, IL LAGO DI ALBANO:
I
colli
Albani, una gita classica fuori porta, sono
di origine vulcanica e coltivati soprattutto a vigneti. Imperatori romani
come Domiziano, vi costruirono ville e residenze. I Papi e le famiglie
dell'aristocrazia romana vi eressero grandiosi palazzi e chiese. E' per
questo che qui borghi e paesi vengono chiamati "castelli
romani".
Percorrendo
la Via Appia Nuova, che per un tratto corre parallela all'Appia Antica,
si arriva dopo neppure trenta chilometri a Castel
Gandolfo. Sorge sull'orlo del cratere del
lago vulcanico di Albano, forse sulle rovine di Albalonga, la città
sottomessa da Roma al tempo del re Tullio Ostilio e del duello tra gli
Orazi e Curiazi.
Castel
Gandolfo deve la sua fama al Palazzo
seicentesco voluto da Urbano VIII, ancora
oggi residenza estiva
dei Papi. Il palazzo infatti, insieme a Villa
Barberini (nel cui parco sono conservati terrazze,
nicchie, ninfee, terme e cisterne), e a Villa
Cybo, sono proprietà del Vaticano e
godono del diritti di extraterritorialità. Vicina al palazzo la
chiesa
di San Tommaso, opera del grande Bernini.
Fate una sosta per vedere dalle terrazze attigue la bellissima vista sul
lago. Da "Castello", come lo chiamano i romani, si raggiunge Albano
Laziale attraverso una strada così
fittamente coperta dall'intreccio dei rami di lecci e olmi secolari da
essere chiamata "galleria". Meta classica dei Colli Romani, è molto
frequentato per la bellezza del paesaggio, per la ricchezza di storia e
d'arte, per la bontà del suo famoso vino. Da vedere gli imponenti
resti della Porta Pretoria,
dell'Anfiteatro,
di un grandioso sepolcro che si dice sia la tomba
degli Orazi e dei Curiazi.
Numerose sono le passeggiate da Albano, sul lago e sulle pendici del cratere,
bellissime per l'ambiente naturale e per i mille incontri con antiche rovine,
ville, giardini, castelli... di cui è letteralmente disseminata la zona.
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ARICCIA-GENZANO
E IL LAGO DI NEMI:
Attraverso
un imponente ponte ottocentesco si arriva ad
Ariccia, circondata da bellissimi boschi.
Di grande effetto la Piazza,
anticamente detta "di Corte" con le due belle fontane, disegnate da Gian
Lorenzo Bernini, come la importante Chiesa
dell'Assunzione, alcune parte di Palazzo
Chigi, e la bella facciata del Santuario
di Galloro. Queste opere ne fanno un luogo
interessante e complesso dell'architettura barocca.
A
pochi chilometri sorge Genzano,
con palazzi e chiese di epoca barocca e resti medievali, che sovrasta il
lago
di Nemi. Con una passeggiata di circa mezz'ora
si scende al lago, circondato da boschi. Qui furono rinvenute due grandissime
navi (distrutte da un incendio nel '44) che l'imperatore Caligola, sembra,
fece costruire per le feste in onore di Diana.
A
pochi chilometri il borgo di Nemi,
tra i boschi e lo specchio del lago, fu detto da Pio II "il domicilio delle
Muse e delle Ninfe". Dal paese si scende, con una bella passeggiata, ai
suggestivi ruderi del Santuario di Diana.
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SUBIACO:
I MONASTERI BENEDETTINI:
A
73 chilometri da Roma, nell'alta valle del fiume Aniene, molto boscosa
e, a tratti, ancora selvaggia, sorge Subiaco,
borgo di impianto medievale noto per i Monasteri
di Santa Scolastica e del Sacro
Speco fondati da San Benedetto nel VI secolo,poco
lontano dal paese.
Il
Monastero di Santa Scolastica, dal nome della
sorella di San Benedetto, è uno dei tredici monasteri fondati dal
Santo nella zona, quasi tutti ormai distrutti. Molti furono gli ampliamenti
e le ricostruzioni nei secoli successivi, ma il complesso monastico, immerso
in un paesaggio integro, conserva un forte potere si suggestione e forse
un po' dell'atmosfera originaria. Belli i chiostri,
di epoche diverse, in particolare il terzo, opera dei Cosmati, del XIII
secolo, il campanile del 105', la parte duecentesca della facciata della
chiesa.
Poco
più in alto, addossato ad una roccia, Il
Monastero di San Benedetto, eretto nel XII
secolo nel luogo in cui San Benedetto trascorse i primi anni di vita monastica.
Il monastero è chiamato anche Sacro
Speco, prendendo nome dalla grotta dove il
santo visse per anni in penitenza. Sostenuto da poderose arcate il complesso
monastico conta una Chiesa Superiore,
del secolo XIV dalla quale si accede alla Chiesa
Inferiore, di notevole interesse storico e
artistico, formata da cappelle scavate nella roccia e completamente affrescata
nel Duecento e nel Trecento. nella cappella
di san Gregorio è ritratto San
Francesco, in un affresco del 1228.
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BRACCIANO
- TREVIGNANO - ANGUILLARA
Arrivando
a Bracciano subito appare il poderoso e bellissimo Castello
Orsini. Molto interessante la visita nel sontuoso
interno, ricco di affreschi, decorazioni e mobili d'epoca, a cui si accede
attraverso un portale cinquecentesco. Dal secondo piano si esce in una
loggia da cui inizia il cammino di ronda che raccorda le cinque torri cilindriche
del castello e da cui si gode un magnifico panorama sul lago. Il lago
di Bracciano, di origine vulcanica, è
per ampiezza l'ottavo lago italiano.
Si
lascia Bracciano e tra ulivi, castagni, querce e vigneti si arriva a Vicarello.
Molto conosciuta fin dall'antichità per le sue Terme da cui sgorga
un'acqua a 45° usata per le malattie reumatiche. Nella zona ruderi
di bagni e ville romane.
Sempre
circondati da una ricca vegetazione, dopo circa 12 chilometri si arriva
a Trevignano Romano.
Da visitare la Chiesa dell'Assunta con
affreschi cinquecenteschi e i ruderi di un castello Orsini.
Si
continua lungo il lago e si arriva ad Anguillara
Sabazia, su un promontorio. Si dice abbia
preso il nome da una villa detta Anguillaria, forse perché situata
in un punto ove la costa forma un'angolatura. Salendo verso la Collegiata
dell'Assunta, bellissima vista sul lago da un belvedere con fontana. Tra
Anguillara e Vigna di Valle si trova forse la parte più bella del
lago, con dirupi a picco sull'acqua, boschi, torrentelli, querceti. da
qui si raggiunge di nuovo la via Braccianense, ci si immette nella Cassia
e si ritorna a Roma.
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AMATRICE
E I MONTI DELLA LAGA
Gli
amanti della natura, delle escursioni in montagna e della buona cucina
potranno trovare un perfetto connubio nei dintorni di Amatrice.
Nel
comprensorio del Parco del Gran Sasso
- Monti della Laga
sono innumerevoli, infatti, le possibilità di passeggiate ed escursioni
più o meno impegnative al confine tra Lazio e Abruzzo. Le mete più
ambite tra i bravi camminatori (tutte vicino ai 2500 metri di altitudine,
sconsigliate a famiglie con bambini) sono: il Pizzo
di Sevo da cui si può ammirare un grandioso
panorama e la cui cima è raggiungibile, in sella a un cavallo, anche
dai meno allenati; la Cima Lepre
e il Pizzo di Moscio
o il Monte Gorzano
da cui si gode una vista imponente del vicinissimo Gran sasso. Chi non
ama faticare troppo può invece passeggiare sui dolci declivi dell'altipiano
di Amatrice o trovare un piacevole angolo sulle rive del lago
di Campotosto e del più piccolo lago
artificiale di Scandarello. La parte laziale
del Parco naturale, più ricca di vegetazione e di corsi d'acqua
rispetto a quello abruzzese, è il luogo ideale per la sopravvivenza
di animali ormai rari come il lupo, il gatto selvatico e la martora. E'
non difficile osservare rare specie di uccelli: aquile reali, fringuelli
alpini, gracchi corallini e gufi reali. Verso sera una rapida camminata
per il centro dell'antico abitato di Amatrice per visitare le Chiese
di San Francesco e di Sant'Agostino
e per controllare l'oscillazione della torre civica allorché la
campana suonerà l'ora di gustare i famosi spaghetti ormai noti in
tutto il mondo.
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FIUGGI
Stazione
termale di antiche origini, molto frequentata e famosa a livello internazionale
per le sue acque, particolarmente benefiche in casi di malattie renali.
L'antico borgo medievale sorge a circa 700 m. di altitudine, sui monti
Ernici; poco più in basso, immersi nel verde sono disseminati i
numerosi alberghi.
La
sorgente più antica, la Polla di Bonifacio
VIII, prende il nome dal più illustre
dei suoi estimatori, Bonifacio VIII Caetani che nel secolo XIII inviava
messi a prelevare l'acqua. Anche MIchelangelo si curò a Fiuggi,
e molti furono i pazienti potenti ed illustri. Più recentemente si
cominciò a utilizzare una seconda fonte, la Polla
Anticolana. Entrambe sono circondate da vasti,
curatissimi parchi.
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ARTE
RINASCIMENTALE E NATURA: CAMPAGNANO - MAZZANO ROMANO - RIGNANO FLAMINIO
- MORLUPO
Percorrendo
la via Cassia bis si arriva a Campagnano di
Roma, un interessante borgo di origine etrusca
che si estende sulle pendici del monte Razzano. Sull'impianto medievale
si inseriscono portali e fontane rinascimentali. Da visitare la chiesa
di San Giovanni decollato di Giulio Romano.
A Campagnano ogni ultima domenica del mese (la quarta o la quinta) si svolge
l'ormai famoso "le bancarelle di Campagnano"
la mostra-mercato presso il centro storico.
Lasciato
Campagnano si scende al'autodromo di Vallelunga, tra i più importanti
d'Italia, e si arriva a Mazzano Romano.
Borgo arroccato dalle strette strade medievali, si trova in una delle zone
più "selvagge" del Lazio, all'interno del "Parco suburbano valle
Treja" istituito nel 1982. Merita una sosta, per la bellezza e l'incanto
del paesaggio, Montegelato
con le sue cascatelle, ponti medievali in pietra e un mulino. Interessanti
i sepolcri etruschi di Narce e la torre fortificata di Santa Maria.
Si
esce sulla via Flaminia per arrivare a Rignano
Flaminio. Nella piazza potete ammirare una
bombarda cinquecentesca chiamata "cannone di Cesare Borgia", ma si tratta
di un'arma lasciata dai Lanzichenecchi. Rilievi marmorei etruschi murati
sulle pareti di alcune case del borgo medievale documentano l'importanza
di quella civiltà prima della conquista romana. Molto suggestiva
è la Collegiata dei Santi Vincenzo e Anastasio, all'interno affreschi
Cinquecenteschi.
Si
prosegue sulla Flaminia e poco prima di Castelnuovo di Porto vale una visita
Morlupo
per il bellissimo Castello Orsini del XIV secolo.
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FREGENE
- LADISPOLI - CERVETERI
Roma-Fregene-Ladipoli-Cerveteri-Roma,
circa 130 chilometri. E' preferibile prendere l'antichissima Via Aurelia
per seguire questo itinerario che tocca sia alcune località di grande
interesse storico e artistico sia altre che permettono brevi soste lungo
la riva del mare o del lago. Si arriva a Fregene
attraversando la folta pineta
voluta nel XVII secolo da Papa Clemente IX per difendere dai venti marini
le sue proprietà. Riprendendo l'Aurelia, sulla destra, troviamo
Ceri,
antico, affascinante borgo dalle mura merlate. Meritano una visita il Palazzo
Torlonia e la Chiesa
Parrocchiale. Si ritorna verso la costa e
da Palo, bellissimo
il castello Odescalchi,
si arriva a Ladispoli.
Pochi chilometri e si arriva a Cerveteri
con
la grandiosa necropoli etrusca.
Accanto a tombe di epoca arcaica si estende un settore concepito secondo
un preciso piano urbanistico, strade si alternano a piazze creando veri
e propri isolati. Fra le tante la Tomba dei
rilievi, la Tomba
degli scudi e delle
sedie, il Tumulo
della nave e decine di altre non meno emozionanti.
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BORGHI
MEDIEVALI E TESTIMONIANZE ETRUSCHE
Un
itinerario da Roma, passando per Vejo
e Formello, a
Sacrofano. Un percorso che attraverso campagne
silenziose, borghi medievali e vestigia della civiltà etrusca dà
un'ampia testimonianza delle ricchezze ambientali e storiche di questa
zona.
Si
esce da Roma seguendo la Via Cassia, si supera il bivio per Bracciano e
poco oltre si prende a destra. Lasciata l'auto si percorre a piedi una
stradina che porta a un suggestivo e inaspettato luogo tra il verde: una
cascatella alimenta il Fosso della Mola,
che forma un'altra cascata più grande. Davanti a voi le rovine dell'antichissima
città etrusca di Vejo.
Da visitare il Tempio dell'Apollo,
il Ponte Sodo,
galleria scavata per far passare il corso d'acqua e la Tomba
Campana con due leoni in pietra all'ingresso
e affreschi nell'interno.
Poco
distante Sacrofano.
Nel caratteristico borgo medievale, da visitare tutto a piedi, si ritrovano
resti della presenza etrusca. Sulla vetta del monte
Musino vestigia di un tempio romano e bel
panorama.
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VITERBO
- TUSCANIA - TARQUINIA
La
"città delle belle fontane" è a circa 75 chilometri. Tutto
il nucleo storico, racchiuso in un triangolo di mura e torri, è
da vedere. Molto bello il quartiere medievale
di San Pellegrino, tuttora abitato, raro esempio
di contrada conservata con le sue torri, i cavalcavia, i profferli (scale
esterne di varia forma), le biforette romaniche, le finestre con arco a
sbarra. Nella piazza il bel Palazzo degli
Alessandri, del Duecento, con il suo lungo
balcone. Un altro centro di interesse è la piazza
del Plebiscito, vero cuore della città,
sulla quale si affacciano palazzi e monumenti, a cominciare dal palazzo
Comunale con un bel cortile (e una fontana),
il Palazzo del Podestà
e Palazzo Chigi,
rinascimentale. Passando il Ponte del Duomo
si vede il Palazzo Farnese
con un particolare cortile. Poi si attraversa la piazza
della Cattedrale, medievale composizione di
spazi, con la romanica Cattedrale arricchita di un imponente campanile
e il Palazzo dei Papi riconoscibile per la grande scalinata e la bellissima
loggia a sette arcate intrecciate. E poi Santa Maria Nuova, una delle chiese
romaniche più interessanti della città, la Porta San Pietro,
il Gesù, San Sisto, Casa Poscia e la Fontana Grande.
Nei
dintorni di Viterbo non mancano luoghi assai interessanti. C'è Tuscania,
con il suo impianto medievale e le più importanti chiese
romaniche del Lazio, San
Pietro e Santa
Maria Maggiore. Poi Vulci,
una delle principali città etrusche, con bellissimi scavi. E Tarquinia,
con tanti monumenti medievali, un importante museo archeologico, ma soprattutto
una
necropoli
etrusca di prim'ordine. Gli scavi hanno portato
alla luce una zona molto estesa, con tombe ricche di decorazioni. Le scene,
dipinte sulle pareti con l'uso prevalente di colori quali il rosso, il
verde, l'azzurro e il bruno, rappresentano banchetti, scene di caccia,
spettacoli, corse di cavalli o cerimonie funerarie, divinità e demoni.
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TIVOLI
- VILLA ADRIANA
E'
a una quarantina di chilometri da Roma, sulla via Tiburtina che corre nel
verde, e passato il bivio per Guidonia ci si può quasi far guidare
dall'olfatto: l'odore delle acque albule è inconfondibile. Se non
si è interessati a queste acque conosciute e apprezzate fin dai
tempi dei romani per le virtù terapeutiche, basta oltrepassare i
Bagni
di Tivoli per liberarsi dell'odore sulfureo.
Prima
di arrivare alla cittadina si vede a destra un ponte romano a cinque archi,
in travertino, materiale di cui abbonda questa zona, e accanto il sepolcro
dei Plauzi, molto bello nella sua forma cilindrica,
in parte originale, in parte rifatto in epoca medievale. Da qui si può
scegliere di proseguire per la strada che si arrampica verso Tivoli o prendere
a destra per la Villa Adriana.
E' la più grande delle ville romane imperiali ed era anche la più
sontuosa, prima che venisse sistematicamente spogliata, sia da nobili che
venivano liberamente a scegliere statue e mosaici per ornare le loro ville,
sia da comuni cittadini che prelevavano perfino mattoni per le case e materiali
per le fornaci di calce. Alla fine del Quattrocento si cominciò
a guardare con interesse alla villa e iniziarono i primi scavi, ma non
erano finite le ruberie: un secolo dopo il cardinale Ippolito d'Este si
impadroniva di ciò che restava per decorare le sue ville, sia quella
di Roma che quella di Tivoli. Per ammirare le opere d'arte volute da Adriano
a imitazione di ciò che lo aveva maggiormente colpito nei suoi viaggi
per le province dell'impero bisogna andare a cercarle altrove, per esempio
in tanti musei di Roma e d'Europa. Ma anche se lo stato attuale non è
paragonabile all'antico splendore, vele sempre la pena di visitare la Villa
Adriana perché rimane un luogo di grande suggestione. Delle costruzioni
fatte edificare dall'Imperatore Adriano non restano che rovine e per alcune
è anche difficile individuare con esattezza l'uso e la destinazione.
Accanto al Pecile (che doveva somigliare al portico variopinto di Atene)
ci sono oltre 160 ambienti, su più piani, chiamati "Cento camere".
Si ritiene di solito che fossero gli alloggi degli schiavi e delle guardie
del corpo, ma c'è il dubbio invece che servissero da magazzini.
Nessun dubbio sul complesso termale formato da due edifici, rispettivamente
per le Grandi Terme e
le Piccole Terme:
né per il Canopo, vallata fatta disegnare sul modello di quella
esistente alle porte di Alessandria, famosa per il Tempio di Serapide;
o per la Villa dell'Isola,
vera e propria piccola villa al centro di un'isoletta, collegata con il
parco con due ponti girevoli in legno. Nel
Museo è interessante vedere alcune
sculture molto meglio conservate degli originali greci come le quattro
Cariatidi, l'Amazzone
di Fidia, la Venere
Cnidia, l'Amazzone
di Policleto. ma c'è molto di più
nella Villa Adriana per chi si concede almeno tre ore di immersione totale.
E una volta usciti di qui si può affrontare a cuor leggero la visita
al resto di Tivoli,ché le due altre ville, d'Este e Gregoriana,
sono di puro godimento. La Villa Gregoriana
si trova proprio sopra le famose cascate del fiume Aniene ed è tutta
uno spruzzo di cascatelle, grandi cascate e grotte. Anche la Villa
d'Este
l'acqua è l'elemento principe:
nel parco, uno dei più bei giardini all'italiana esistenti, si susseguono
più di cinquecento fontane. Alimentate dall'Aniene e dalla sorgente
Rivelles, le fontane fanno un concerto stupendo nel silenzio assoluto della
villa.
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BOLSENA
TRA STORIA E MIRACOLI:
Storia
e leggenda si mescolano nell'affascinante atmosfera del Lago
di Bolsena. Le origini etrusche e romane di
Volsinii (Velsa in etrusco), i miracoli di Santa Caterina, lo stillare
del sangue dall'Ostia consacrata per cui il Papa Urbano IV istituì
la festa del Corpus Domini,
e la storia medievale, sembrano rivivere visitando Bolsena.
Il
paese offre un appassionante percorso storico-religioso attraverso la Collegiata
di Santa Cristina, la barocca cappella
del Miracolo (da dove si accede alla grotta
di Santa Cristina, parte iniziale delle catacombe), l'altare della Santa,
una pietra basaltica che secondo la tradizione resse la giovane martire
sulle acque del lago anziché trascinarla sul fondo, il castello
tre-quattrocentesco in cui è situato il Museo
comunale con reperti etruschi e romani e il
borgo medievale.
Il
rilassante lungolago ricorda però che, vicino a tanta storia, la
località è rinomata come centro di villeggiatura.
Per
proseguire il giro del lago, lasciando Bolsena, si riprende la Via Cassia,
che si abbandona poco dopo per giungere a Gradoli
dove, nel vecchio borgo, si ammira lo splendido Palazzo
Farnese.
Da
qui si prosegue per Capodimonte
la cui penisoletta è dominata dal castello Farnese edificato su
disegno di Antonio da Sangallo il Giovane. Allo stesso architetto è
attribuito anche il palazzo, sempre dei Farnese, che si erge sull'Isola
Bisentina, dove, in cinque cappelle della
Via Crucis, vi sono affreschi quattrocenteschi della scuola di Benozzo
Gozzoli.
Più
avanti si incontra Marta,
uno dei più pittoreschi paesi del lago, famoso per la pesca delle
anguille, di fronte al quale si trova l'isola
Martana, dove venne imprigionata e uccisa
per ordine del cugino, Amalasunta, figlia dell'Imperatore Teodorico.
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PALESTRINA
La
cittadina, famosa per la sua storia e per i resti del celebre Tempio
della Fortuna, è anche interessante
per la posizione pittoresca, addossata com'è al versante meridionale
del Monte Ginestro.
E'
d'obbligo una visita alla zona archeologica che vanta un imponente complesso
architettonico tra i più importanti venuti alla luce e non è
di maniera definirlo suggestivo, affascinante e scenografico.
A
circa 40 km. da Roma, si raggiunge percorrendo la Prenestina Nuova.
Praeneste,
già fiorente nell'VIII secolo a.C. venne distrutta nel 92 a.C. da
Silla che fece ricostruire il Tempio della
Fortuna Primigenia, uno dei santuari più
ricchi e grandiosi dell'antichità, importante luogo di culto fino
al IV secolo d.C. Venne poi abbandonato e sulle sue rovine sorse la città
medievale. Durante le varie lotte succedutesi nei secoli per il possesso
della città, Palestrina venne più volte distrutta e successivamente
riedificata. Dopo i bombardamenti subiti durante l'ultima guerra venne
alla luce gran parte dell'antico Tempio.
Percorrendo
Via
degli Arcioni si notano i resti del portico
d'accesso al primo terrazzamento del tempio. Dalla piazza
del Duomo, ricostruito nel secolo XII si arriva
al Tempio della Fortuna Primigenia. Si entra nell'area sacra del Santuario
Superiore e all'estremità est vi è
una grande Sala Absidata.
All'estremità opposta si trova l'Antro
delle Sorti, grotta scavata nella roccia con
un interessante mosaico pavimentale
che rappresenta il fondo marino.
Dalla
via Via del Borgo
si accede al Santuario Superiore,
disposto su terrazze che seguono le pendici del monte, creando un forte
effetto visivo.
Nell'antico
Palazzo
Barberini ha sede il Museo
Archeologico Prenestino con il celebre mosaico
rappresentante l'inondazione del Nilo
e prezioso materiale archeologico trovato nel territorio circostante.
Paletrina
diede i natali al famoso musicista Pier Luigi da Paletrina nel 1525. Fiorente
l'artigianato con lavori in rame, ferro battuto e ricami.
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OSTIA
ANTICA
Narra
la leggenda che Ostia sia stata fondata da Anco Marzio, quarto re di Roma,
per garantire alla città la foce del Tevere. Ostia raggiunse il
massimo splendore sotto l'impero divenendo una grande e ricca città
cosmopolita abitata da ricchi commercianti e uomini di affari, ma incominciò
a decadere agli inizi del IV secolo d.C. Sulle rovin della città
abbandonata, nell'827 Gregorio IV fondava il borgo attuale. Solo all'inizio
di questo secolo sono cominciati i primi scavi che hanno riportato alla
luce una eccezionale testimonianza dell'edilizia, della vita pubblica e
privata di unimportante centro dell'antichità.
A
poca distanza dagli scavi sorge il Castello,
costruito nel 1483, uno dei primi e migliori esempi di architettura militare
del Rinascimento. In fondo al viale che porta al Castello sitrova l'ingresso
agli scavi di cui tracciamo un sintetico percorso. Dalla via
delle tombe si arriva ai resti della porta
Romana. Da qui ha inizio il Decumano
Massimo, la strada principale che attraversa
la città e che porta alle Terme di
Nettuno. A poca distanza si trova il Teatro,
che risale al tempo di Augusto, ma venne poi restaurato da Settimio Severo
e che ospita durante l'estate spettacoli classici. Di fronte al teatro
si estende il Foro delle Corporazioni.
Riprendendo il Decumano si entra nella Via
dei Molini fiancheggiata sulla destra dagli
Horrea
i grandi magazzini di derrate alimentari.
Nella
vicina Via di Diana
caseggiati a più piani. Arrivati nel Foro si possono ammirare i
grandiosi resti del Capitolium,
il massimo tempio della città, dedicato a Giove, Giunone e MInerva.
Fiancheggiando
il Foro: a oriente le Terme del Foro,
a occidente, la Basilica.
Al di là della Basilica è il Tempio
Rotondo. Procedendo sul Decumano si incontra
la casa del larario,
una sorta di bazar. Oltre all'importanza dei grandi edifici il maggior
interesse è dato dall'insieme di botteghe, case, sepolcri, mosaici,
statue, mulini, che raccontano gli aspetti quotidiani e quasi personali
della vita di allora.
Gli
scavi di Ostia Antica si raggiungono percorrendo la Via Ostiense o con
il treno.
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FRASCATI
A
Frascati si viene per respirare aria buona, mangiare e bere vino (famoso
il vinello bianco), passeggiare lanciando un'occhiata dall'esterno alle
ville storiche che sono quasi tutte chiuse al pubblico (la Lancellotti,
Falconieri, Mandragone). Della villa Aldobrandini è visibile solo il parco con i
magnifici giochi d'acqua. La Torlonia, di cui sono rimasti
solo i giardini dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è
diventata uno splendido parco comunale. Mangiare e bere bene fa ancora
parte della tradizione frascatana. Conosciutissime le numerose fraschette,
dove mangiare porchetta e bere vino dei castelli.
Frascati
è anche un buon punti di partenza per brevi gite agli altri castelli
e alle rovine di Tusculum
con i resti dell'antica città latina e uno straordinario panorama
su tutti i monti del Lazio e su Roma. Pochi chilometri e si è già
a Monteporzio Catone,
con il seicentesco Palazzo Borghese;
di nuovo in marcia per raggiungere Monte Compatri
attraverso
una bella strada ombrosa. Proseguendo in direzione di Rocca
Priora si nota una deviazione sulla destra:
da qui si sale, curva dopo curva, al bosco (dove si possono fare belle
passeggiate) fino al piazzale con il seicentesco convento
di San Silvestro: chiedendo con discrezione,
si può comprare il miele al castagno, di produzione dei frati.
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BAGNAIA
- BOMARZO - PARCO DEI MOSTRI
Si
segue la Cassia fino a Viterbo, a circa 100 chilometri da Roma. Si prende
a destra l'indicazione per Orte. Dopo appena 5 km. si entra nel paese di
Bagnaia
noto soprattutto per la famosa Villa Lante.
Opera del Vignola, è forse una delle più grandiose testimonianze
della ricchezza e della cultura del tardo rinascimento.
Il
complesso è formato da un magnifico giardino all'italiana che sale
oltre le due palazzine, quella destra voluta dal cardinal Gambara (1566/78),
l'altra eretta in seguito (1585/90), voluta dal cardinal Montalto con cinque
livelli di terrazze sovrapposte lungo il pendio della collina.
Bellissime
sul primo ripiano la Fontana dei Lumini,
formata da settanta getti d'acqua e la Fontana
dei Giganti cosiddetta per le due gigantesche
statue di Fiumi alimentate dell'alto.
Lasciata
la sontuosità di Bagnaia si riprende la strade per Orte, dove poco
dopo il Casalone di San Nicola si gira a sinistra per Bomarzo.
Il Palazzo Orsini,
bella costruzione composta da due edifici uniti da terrazze, costruito
tra il 1250 e il 1583, domina l'antico borgo.
Splendida
vista della Valle del Tevere dalla piazza della Chiesa Parrocchiale. Lasciato
il paese si scende al Parco dei Mostri,
suggestivo anfiteatro naturale composto da terrazze digradanti verso il
fondo valle, dove, nei massi che cospargono il terreno tra una vegetazione
foltissima, sono scolpiti animali mostruosi e grotteschi, figure gigantesche
e costruzioni particolarmente stravaganti.
Venne
fatto costruire nel 1564 da Vicino Orsini e non ne è chiara la motivazione.
Dal tempietto si arriva a un ripiano più basso detto xisto,
da cui si scende verso uno spiazzo detto Platea
dei Vasi, dove si trovano i più conosciuti
mostri: l'orco, il drago, l'elefante da battaglia,
il cavallo alato. Sempre dalla Platea un ponticello
porta alla Casetta pendente;
altra costruzione obliqua è la Fontana.
Poi, ancora, una enorme tartaruga,
il gruppo del Gigante e
un Mascherone.
Finita l'esperienza "fantastica" si ritorna in auto al Casalone, si arriva
a Orte per l'autostrada del Sole si torna a Roma.
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PARCO
NAZIONALE DEL CIRCEO
Il
Parco
comprende
Sabaudia
e San Felice Circeo,
i laghi costieri di Fogliano
e dei Monaci,
il massiccio del Monte Circeo,
la foresta demaniale di Sabaudia e un cordone dunoso litoraneo che giunge
fino a Latina, La sua peculiarità è data dall'eterogenità
del comprensorio. La flora è tipicamente meditterranea (ci sono
ancora delle sugherete) e nel Parco vivono in libertà cinghiali,
volpi, faine, lepri, tassi, martore, donnole, conigli selvatici, ricci,
istrici, scoiattoli e lontre. La grande varietà diuccelli: falco
pellegrino, cormorano, airone rosso e cenerino, falco pescatore, gheppio,
picchio verde, poiana.
All'interno
del Parco sono state costituite aree di riserva naturale integrale in cui
l'acceso è consentito esclusivamente per motivi di studio.
Da
Sabaudia,
percorrendo la litoranea, dopo aver visto la Torre
Paola, cilindrica costruzione eretta da Paolo
III a difesa del porto canale, si raggiunge la Baia
d'Argento. Nei pressi si trova la Fonte
di Lucullo, una grotta in uso fin dall'epoca
di Domiziano, dove sgorgano sorgenti fredde litiomagnesiache e ferromagnesiache
usate a scopo terapeutico. A breve distanza le rovine della fastosa Villa
di Domiziano (I secolo d.C.) con un interessante
stabilimento termale.
Si
ritorna verso il Monte Circeo per giungere a San
Felice. Da vedere la Torre
dei Templari, la
Casa dei Cavalieri, la cinta ciclopica dell'antica città romana,
la Torre vittoriana e la Torre del Fico. Interessante
un'escursione in barca fino alla Torre di
Paola, che permette la vista,
molto suggestiva, della costa la visita alle numerose grotte, 43, che si aprono
sulla linea del mare.
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