Fuori città
Una domenica a......
 
Letture
Alcune buone regole per scegliere un libro per bambini e ragazzi di Roberto Denti (saggista e scrittore)
Parchi e ville
Alcune ville e parchi più belli di Roma
Teatri e dintorni
U
n elenco di teatri che organizzano spettacoli per bambini
A spasso per Roma
Una mini guida ai monumenti di Roma
Tempo libero
Link utili per organizzare il tempo libero
Musei
Utili informazioni sui più belli musei a Roma
Guardiamo Roma
Immagini storiche, disegni e fotografie di Roma
Yes for children
Un manifesto per l'infanzia promosso dall'UNICEF
l diritti delle mamme e dei papà
Ecco cosa prevede la legge a favore dei genitori lavoratori
Le vostre segnalazioni
Una pagina aperta per chi vuole promuovere eventi, luoghi, ludoteche, parchi giochi ecc. dedicati ai più piccoli

 

scrivici

 


 
 

Fuori città

Amatrice e i Monti della Laga Ariccia, Genzano e il Lago di Nemi Arte rinascimentale e natura: Campagnano, Mazzano Romano, Rignano Flaminio, Morlupo Bagnaia, Bomarzo e il Parco dei Mostri Borghi medievali e testimonianze etrusche (Vejo-Sacrofano)
Bracciano, Trevignano, Anguillara Bolsena tra storia e miracoli Castel Gandolfo e Albano Laziale, il Lago di Albano Fiuggi Frascati
Fregene, Ladispoli e Cerveteri Viterbo, Vulci, Tarquinia Ostia Antica Palestrina Parco Nazionale del Circeo
Parco Nazionale del Circeo Tivoli, Villa Adriana Subiaco: i Monasteri Benedettini    

CASTEL GANDOLFO E ALBANO LAZIALE, IL LAGO DI ALBANO:

I colli Albani, una gita classica fuori porta, sono di origine vulcanica e coltivati soprattutto a vigneti. Imperatori romani come Domiziano, vi costruirono ville e residenze. I Papi e le famiglie dell'aristocrazia romana vi eressero grandiosi palazzi e chiese. E' per questo che qui borghi e paesi vengono chiamati "castelli romani".

Percorrendo la Via Appia Nuova, che per un tratto corre parallela all'Appia Antica, si arriva dopo neppure trenta chilometri a Castel Gandolfo. Sorge sull'orlo del cratere del lago vulcanico di Albano, forse sulle rovine di Albalonga, la città sottomessa da Roma al tempo del re Tullio Ostilio e del duello tra gli Orazi e Curiazi.

Castel Gandolfo deve la sua fama al Palazzo seicentesco voluto da Urbano VIII, ancora oggi residenza estiva dei Papi. Il palazzo infatti, insieme a Villa Barberini (nel cui parco sono conservati terrazze, nicchie, ninfee, terme e cisterne), e a Villa Cybo, sono proprietà del Vaticano e godono del diritti di extraterritorialità. Vicina al palazzo la chiesa di San Tommaso, opera del grande Bernini. Fate una sosta per vedere dalle terrazze attigue la bellissima vista sul lago. Da "Castello", come lo chiamano i romani, si raggiunge Albano Laziale attraverso una strada così fittamente coperta dall'intreccio dei rami di lecci e olmi secolari da essere chiamata "galleria". Meta classica dei Colli Romani, è molto frequentato per la bellezza del paesaggio, per la ricchezza di storia e d'arte, per la bontà del suo famoso vino. Da vedere gli imponenti resti della Porta Pretoria, dell'Anfiteatro, di un grandioso sepolcro che si dice sia la tomba degli Orazi e dei Curiazi. Numerose sono le passeggiate da Albano, sul lago e sulle pendici del cratere, bellissime per l'ambiente naturale e per i mille incontri con antiche rovine, ville, giardini, castelli... di cui è letteralmente disseminata la zona.

ARICCIA-GENZANO E IL LAGO DI NEMI:

Attraverso un imponente ponte ottocentesco si arriva ad Ariccia, circondata da bellissimi boschi. Di grande effetto la Piazza, anticamente detta "di Corte" con le due belle fontane, disegnate da Gian Lorenzo Bernini, come la importante Chiesa dell'Assunzione, alcune parte di Palazzo Chigi, e la bella facciata del Santuario di Galloro. Queste opere ne fanno un luogo interessante e complesso dell'architettura barocca.

A pochi chilometri sorge Genzano, con palazzi e chiese di epoca barocca e resti medievali, che sovrasta il lago di Nemi. Con una passeggiata di circa mezz'ora si scende al lago, circondato da boschi. Qui furono rinvenute due grandissime navi (distrutte da un incendio nel '44) che l'imperatore Caligola, sembra, fece costruire per le feste in onore di Diana.

A pochi chilometri il borgo di Nemi, tra i boschi e lo specchio del lago, fu detto da Pio II "il domicilio delle Muse e delle Ninfe". Dal paese si scende, con una bella passeggiata, ai suggestivi ruderi del Santuario di Diana.

SUBIACO: I MONASTERI BENEDETTINI:

A 73 chilometri da Roma, nell'alta valle del fiume Aniene, molto boscosa e, a tratti, ancora selvaggia, sorge Subiaco, borgo di impianto medievale noto per i Monasteri di Santa Scolastica e del Sacro Speco fondati da San Benedetto nel VI secolo,poco lontano dal paese.

Il Monastero di Santa Scolastica, dal nome della sorella di San Benedetto, è uno dei tredici monasteri fondati dal Santo nella zona, quasi tutti ormai distrutti. Molti furono gli ampliamenti e le ricostruzioni nei secoli successivi, ma il complesso monastico, immerso in un paesaggio integro, conserva un forte potere si suggestione e forse un po' dell'atmosfera originaria. Belli i chiostri, di epoche diverse, in particolare il terzo, opera dei Cosmati, del XIII secolo, il campanile del 105', la parte duecentesca della facciata della chiesa.

Poco più in alto, addossato ad una roccia, Il Monastero di San Benedetto, eretto nel XII secolo nel luogo in cui San Benedetto trascorse i primi anni di vita monastica. Il monastero è chiamato anche Sacro Speco, prendendo nome dalla grotta dove il santo visse per anni in penitenza. Sostenuto da poderose arcate il complesso monastico conta una Chiesa Superiore, del secolo XIV dalla quale si accede alla Chiesa Inferiore, di notevole interesse storico e artistico, formata da cappelle scavate nella roccia e completamente affrescata nel Duecento e nel Trecento. nella cappella di san Gregorio è ritratto San Francesco, in un affresco del 1228.

BRACCIANO - TREVIGNANO - ANGUILLARA

Arrivando a Bracciano subito appare il poderoso e bellissimo Castello Orsini. Molto interessante la visita nel sontuoso interno, ricco di affreschi, decorazioni e mobili d'epoca, a cui si accede attraverso un portale cinquecentesco. Dal secondo piano si esce in una loggia da cui inizia il cammino di ronda che raccorda le cinque torri cilindriche del castello e da cui si gode un magnifico panorama sul lago. Il lago di Bracciano, di origine vulcanica, è per ampiezza l'ottavo lago italiano.

Si lascia Bracciano e tra ulivi, castagni, querce e vigneti si arriva a Vicarello. Molto conosciuta fin dall'antichità per le sue Terme da cui sgorga un'acqua a 45° usata per le malattie reumatiche. Nella zona ruderi di bagni e ville romane.

Sempre circondati da una ricca vegetazione, dopo circa 12 chilometri si arriva a Trevignano Romano. Da visitare la Chiesa dell'Assunta con affreschi cinquecenteschi e i ruderi di un castello Orsini.

Si continua lungo il lago e si arriva ad Anguillara Sabazia, su un promontorio. Si dice abbia preso il nome da una villa detta Anguillaria, forse perché situata in un punto ove la costa forma un'angolatura. Salendo verso la Collegiata dell'Assunta, bellissima vista sul lago da un belvedere con fontana. Tra Anguillara e Vigna di Valle si trova forse la parte più bella del lago, con dirupi a picco sull'acqua, boschi, torrentelli, querceti. da qui si raggiunge di nuovo la via Braccianense, ci si immette nella Cassia e si ritorna a Roma.

AMATRICE E I MONTI DELLA LAGA

Gli amanti della natura, delle escursioni in montagna e della buona cucina potranno trovare un perfetto connubio nei dintorni di Amatrice.

Nel comprensorio del Parco del Gran Sasso - Monti della Laga sono innumerevoli, infatti, le possibilità di passeggiate ed escursioni più o meno impegnative al confine tra Lazio e Abruzzo. Le mete più ambite tra i bravi camminatori (tutte vicino ai 2500 metri di altitudine, sconsigliate a famiglie con bambini) sono: il Pizzo di Sevo da cui si può ammirare un grandioso panorama e la cui cima è raggiungibile, in sella a un cavallo, anche dai meno allenati; la Cima Lepre e il Pizzo di Moscio o il Monte Gorzano da cui si gode una vista imponente del vicinissimo Gran sasso. Chi non ama faticare troppo può invece passeggiare sui dolci declivi dell'altipiano di Amatrice o trovare un piacevole angolo sulle rive del lago di Campotosto e del più piccolo lago artificiale di Scandarello. La parte laziale del Parco naturale, più ricca di vegetazione e di corsi d'acqua rispetto a quello abruzzese, è il luogo ideale per la sopravvivenza di animali ormai rari come il lupo, il gatto selvatico e la martora. E' non difficile osservare rare specie di uccelli: aquile reali, fringuelli alpini, gracchi corallini e gufi reali. Verso sera una rapida camminata per il centro dell'antico abitato di Amatrice per visitare le Chiese di San Francesco e di Sant'Agostino e per controllare l'oscillazione della torre civica allorché la campana suonerà l'ora di gustare i famosi spaghetti ormai noti in tutto il mondo.

FIUGGI

Stazione termale di antiche origini, molto frequentata e famosa a livello internazionale per le sue acque, particolarmente benefiche in casi di malattie renali. L'antico borgo medievale sorge a circa 700 m. di altitudine, sui monti Ernici; poco più in basso, immersi nel verde sono disseminati i numerosi alberghi.

La sorgente più antica, la Polla di Bonifacio VIII, prende il nome dal più illustre dei suoi estimatori, Bonifacio VIII Caetani che nel secolo XIII inviava messi a prelevare l'acqua. Anche MIchelangelo si curò a Fiuggi, e molti furono i pazienti potenti ed illustri. Più recentemente si cominciò a utilizzare una seconda fonte, la Polla Anticolana. Entrambe sono circondate da vasti, curatissimi parchi.

ARTE RINASCIMENTALE E NATURA: CAMPAGNANO - MAZZANO ROMANO - RIGNANO FLAMINIO - MORLUPO

Percorrendo la via Cassia bis si arriva a Campagnano di Roma, un interessante borgo di origine etrusca che si estende sulle pendici del monte Razzano. Sull'impianto medievale si inseriscono portali e fontane rinascimentali. Da visitare la chiesa di San Giovanni decollato di Giulio Romano. A Campagnano ogni ultima domenica del mese (la quarta o la quinta) si svolge l'ormai famoso "le bancarelle di Campagnano" la mostra-mercato presso il centro storico.

Lasciato Campagnano si scende al'autodromo di Vallelunga, tra i più importanti d'Italia, e si arriva a Mazzano Romano. Borgo arroccato dalle strette strade medievali, si trova in una delle zone più "selvagge" del Lazio, all'interno del "Parco suburbano valle Treja" istituito nel 1982. Merita una sosta, per la bellezza e l'incanto del paesaggio, Montegelato con le sue cascatelle, ponti medievali in pietra e un mulino. Interessanti i sepolcri etruschi di Narce e la torre fortificata di Santa Maria.

Si esce sulla via Flaminia per arrivare a Rignano Flaminio. Nella piazza potete ammirare una bombarda cinquecentesca chiamata "cannone di Cesare Borgia", ma si tratta di un'arma lasciata dai Lanzichenecchi. Rilievi marmorei etruschi murati sulle pareti di alcune case del borgo medievale documentano l'importanza di quella civiltà prima della conquista romana. Molto suggestiva è la Collegiata dei Santi Vincenzo e Anastasio, all'interno affreschi Cinquecenteschi.

Si prosegue sulla Flaminia e poco prima di Castelnuovo di Porto vale una visita Morlupo per il bellissimo Castello Orsini del XIV secolo.

FREGENE - LADISPOLI - CERVETERI

Roma-Fregene-Ladipoli-Cerveteri-Roma, circa 130 chilometri. E' preferibile prendere l'antichissima Via Aurelia per seguire questo itinerario che tocca sia alcune località di grande interesse storico e artistico sia altre che permettono brevi soste lungo la riva del mare o del lago. Si arriva a Fregene attraversando la folta pineta voluta nel XVII secolo da Papa Clemente IX per difendere dai venti marini le sue proprietà. Riprendendo l'Aurelia, sulla destra,  troviamo Ceri, antico, affascinante borgo dalle mura merlate. Meritano una visita il Palazzo Torlonia e la Chiesa Parrocchiale. Si ritorna verso la costa e da Palo, bellissimo il castello Odescalchi, si arriva a Ladispoli. Pochi chilometri e si arriva a Cerveteri con la grandiosa necropoli etrusca. Accanto a tombe di epoca arcaica si estende un settore concepito secondo un preciso piano urbanistico, strade si alternano a piazze creando veri  e propri isolati. Fra le tante la Tomba dei rilievi, la Tomba degli scudi e delle sedie, il Tumulo della nave e decine di altre non meno emozionanti.

BORGHI MEDIEVALI E TESTIMONIANZE ETRUSCHE

Un itinerario da Roma, passando per Vejo e Formello, a Sacrofano. Un percorso che attraverso campagne silenziose, borghi medievali e vestigia della civiltà etrusca dà un'ampia testimonianza delle ricchezze ambientali e storiche di questa zona.

Si esce da Roma seguendo la Via Cassia, si supera il bivio per Bracciano e poco oltre si prende a destra. Lasciata l'auto si percorre a piedi una stradina che porta a un suggestivo e inaspettato luogo tra il verde: una cascatella alimenta il Fosso della Mola, che forma un'altra cascata più grande. Davanti a voi le rovine dell'antichissima città etrusca di Vejo. Da visitare il Tempio dell'Apollo, il Ponte Sodo, galleria scavata per far passare il corso d'acqua e la Tomba Campana con due leoni in pietra all'ingresso e affreschi nell'interno.

Poco distante Sacrofano. Nel caratteristico borgo medievale, da visitare tutto a piedi, si ritrovano resti della presenza etrusca. Sulla vetta del monte Musino vestigia di un tempio romano e bel panorama.

VITERBO - TUSCANIA - TARQUINIA

La "città delle belle fontane" è a circa 75 chilometri. Tutto il nucleo storico, racchiuso in un triangolo di mura e torri, è da vedere. Molto bello il quartiere medievale di San Pellegrino, tuttora abitato, raro esempio di contrada conservata con le sue torri, i cavalcavia, i profferli (scale esterne di varia forma), le biforette romaniche, le finestre con arco a sbarra. Nella piazza il bel Palazzo degli Alessandri, del Duecento, con il suo lungo balcone. Un altro centro di interesse è la piazza del Plebiscito, vero cuore della città, sulla quale si affacciano palazzi e monumenti, a cominciare dal palazzo Comunale con un bel cortile (e una fontana), il Palazzo del Podestà e Palazzo Chigi, rinascimentale. Passando il Ponte del Duomo si vede il Palazzo Farnese con un particolare cortile. Poi si attraversa la piazza della Cattedrale, medievale composizione di spazi, con la romanica Cattedrale arricchita di un imponente campanile e il Palazzo dei Papi riconoscibile per la grande scalinata e la bellissima loggia a sette arcate intrecciate. E poi Santa Maria Nuova, una delle chiese romaniche più interessanti della città, la Porta San Pietro, il Gesù, San Sisto, Casa Poscia e la Fontana Grande.

Nei dintorni di Viterbo non mancano luoghi assai interessanti. C'è Tuscania, con il suo impianto medievale e le più importanti chiese romaniche del Lazio, San Pietro e Santa Maria Maggiore. Poi Vulci, una delle principali città etrusche, con bellissimi scavi. E Tarquinia, con tanti monumenti medievali, un importante museo archeologico, ma soprattutto una necropoli etrusca di prim'ordine. Gli scavi hanno portato alla luce una zona molto estesa, con tombe ricche di decorazioni. Le scene, dipinte sulle pareti con l'uso prevalente di colori quali il rosso, il verde, l'azzurro e il bruno, rappresentano banchetti, scene di caccia, spettacoli, corse di cavalli o cerimonie funerarie, divinità e demoni.

TIVOLI - VILLA ADRIANA

E' a una quarantina di chilometri da Roma, sulla via Tiburtina che corre nel verde, e passato il bivio per Guidonia ci si può quasi far guidare dall'olfatto: l'odore delle acque albule è inconfondibile. Se non si è interessati a queste acque conosciute e apprezzate fin dai tempi dei romani per le virtù terapeutiche, basta oltrepassare i Bagni di Tivoli per liberarsi dell'odore sulfureo.

Prima di arrivare alla cittadina si vede a destra un ponte romano a cinque archi, in travertino, materiale di cui abbonda questa zona, e accanto il sepolcro dei Plauzi, molto bello nella sua forma cilindrica, in parte originale, in parte rifatto in epoca medievale. Da qui si può scegliere di proseguire per la strada che si arrampica verso Tivoli o prendere a destra per la Villa Adriana. E' la più grande delle ville romane imperiali ed era anche la più sontuosa, prima che venisse sistematicamente spogliata, sia da nobili che venivano liberamente a scegliere statue e mosaici per ornare le loro ville, sia da comuni cittadini che prelevavano perfino mattoni per le case e materiali per le fornaci di calce. Alla fine del Quattrocento si cominciò a guardare con interesse alla villa e iniziarono i primi scavi, ma non erano finite le ruberie: un secolo dopo il cardinale Ippolito d'Este si impadroniva di ciò che restava per decorare le sue ville, sia quella di Roma che quella di Tivoli. Per ammirare le opere d'arte volute da Adriano a imitazione di ciò che lo aveva maggiormente colpito nei suoi viaggi per le province dell'impero bisogna andare a cercarle altrove, per esempio in tanti musei di Roma e d'Europa. Ma anche se lo stato attuale non è paragonabile all'antico splendore, vele sempre la pena di visitare la Villa Adriana perché rimane un luogo di grande suggestione. Delle costruzioni fatte edificare dall'Imperatore Adriano non restano che rovine e per alcune è anche difficile individuare con esattezza l'uso e la destinazione. Accanto al Pecile (che doveva somigliare al portico variopinto di Atene) ci sono oltre 160 ambienti, su più piani, chiamati "Cento camere". Si ritiene di solito che fossero gli alloggi degli schiavi e delle guardie del corpo, ma c'è il dubbio invece che servissero da magazzini. Nessun dubbio sul complesso termale formato da due edifici, rispettivamente per le Grandi Terme e le Piccole Terme: né per il Canopo, vallata fatta disegnare sul modello di quella esistente alle porte di Alessandria, famosa per il Tempio di Serapide; o per la Villa dell'Isola, vera e propria piccola villa al centro di un'isoletta, collegata con il parco con due ponti girevoli in legno. Nel Museo è interessante vedere alcune sculture molto meglio conservate degli originali greci come le quattro Cariatidi, l'Amazzone di Fidia, la Venere Cnidia, l'Amazzone di Policleto. ma c'è molto di più nella Villa Adriana per chi si concede almeno tre ore di immersione totale. E una volta usciti di qui si può affrontare a cuor leggero la visita al resto di Tivoli,ché le due altre ville, d'Este e Gregoriana, sono di puro godimento. La Villa Gregoriana si trova proprio sopra le famose cascate del fiume Aniene ed è tutta uno spruzzo di cascatelle, grandi cascate e grotte. Anche la Villa d'Este l'acqua è l'elemento principe: nel parco, uno dei più bei giardini all'italiana esistenti, si susseguono più di cinquecento fontane. Alimentate dall'Aniene e dalla sorgente Rivelles, le fontane fanno un concerto stupendo nel silenzio assoluto della villa.

BOLSENA TRA STORIA E MIRACOLI:

Storia e leggenda si mescolano nell'affascinante atmosfera del Lago di Bolsena. Le origini etrusche e romane di Volsinii (Velsa in etrusco), i miracoli di Santa Caterina, lo stillare del sangue dall'Ostia consacrata per cui il Papa Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini, e la storia medievale, sembrano rivivere visitando Bolsena.
Il paese offre un appassionante percorso storico-religioso attraverso la Collegiata di Santa Cristina, la barocca cappella del Miracolo (da dove si accede alla grotta di Santa Cristina, parte iniziale delle catacombe), l'altare della Santa, una pietra basaltica che secondo la tradizione resse la giovane martire sulle acque del lago anziché trascinarla sul fondo, il castello tre-quattrocentesco in cui è situato il Museo comunale con reperti etruschi e romani e il borgo medievale.
Il rilassante lungolago ricorda però che, vicino a tanta storia, la località è rinomata come centro di villeggiatura.
Per proseguire il giro del lago, lasciando Bolsena, si riprende la Via Cassia, che si abbandona poco dopo per giungere a Gradoli dove, nel vecchio borgo, si ammira lo splendido Palazzo Farnese.
Da qui si prosegue per Capodimonte la cui penisoletta è dominata dal castello Farnese edificato su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane. Allo stesso architetto è attribuito anche il palazzo, sempre dei Farnese, che si erge sull'Isola Bisentina, dove, in cinque cappelle della Via Crucis, vi sono affreschi quattrocenteschi della scuola di Benozzo Gozzoli.
Più avanti si incontra Marta, uno dei più pittoreschi paesi del lago, famoso per la pesca delle anguille, di fronte al quale si trova l'isola Martana, dove venne imprigionata e uccisa per ordine del cugino, Amalasunta, figlia dell'Imperatore Teodorico.

PALESTRINA

La cittadina, famosa per la sua storia e per i resti del celebre Tempio della Fortuna, è anche interessante per la posizione pittoresca, addossata com'è al versante meridionale del Monte Ginestro.
E' d'obbligo una visita alla zona archeologica che vanta un imponente complesso architettonico tra i più importanti venuti alla luce e non è di maniera definirlo suggestivo, affascinante e scenografico.
A circa 40 km. da Roma, si raggiunge percorrendo la Prenestina Nuova.
Praeneste, già fiorente nell'VIII secolo a.C. venne distrutta nel 92 a.C. da Silla che fece ricostruire il Tempio della Fortuna Primigenia, uno dei santuari più ricchi e grandiosi dell'antichità, importante luogo di culto fino al IV secolo d.C. Venne poi abbandonato e sulle sue rovine sorse la città medievale. Durante le varie lotte succedutesi nei secoli per il possesso della città, Palestrina venne più volte distrutta e successivamente riedificata. Dopo i bombardamenti subiti durante l'ultima guerra venne alla luce gran parte dell'antico Tempio.
Percorrendo Via degli Arcioni si notano i resti del portico d'accesso al primo terrazzamento del tempio. Dalla piazza del Duomo, ricostruito nel secolo XII si arriva al Tempio della Fortuna Primigenia. Si entra nell'area sacra del Santuario Superiore e all'estremità est vi è una grande Sala Absidata. All'estremità opposta si trova l'Antro delle Sorti, grotta scavata nella roccia con un interessante mosaico pavimentale che rappresenta il fondo marino.
Dalla via Via del Borgo si accede al Santuario Superiore, disposto su terrazze che seguono le pendici del monte, creando un forte effetto visivo.
Nell'antico Palazzo Barberini ha sede il Museo Archeologico Prenestino con il celebre mosaico rappresentante l'inondazione del Nilo e prezioso materiale archeologico trovato nel territorio circostante.
Paletrina diede i natali al famoso musicista Pier Luigi da Paletrina nel 1525. Fiorente l'artigianato con lavori in rame, ferro battuto e ricami. 

torna su

OSTIA ANTICA

Narra la leggenda che Ostia sia stata fondata da Anco Marzio, quarto re di Roma, per garantire alla città la foce del Tevere. Ostia raggiunse il massimo splendore sotto l'impero divenendo una grande e ricca città cosmopolita abitata da ricchi commercianti e uomini di affari, ma incominciò a decadere agli inizi del IV secolo d.C. Sulle rovin della città abbandonata, nell'827 Gregorio IV fondava il borgo attuale. Solo all'inizio di questo secolo sono cominciati i primi scavi che hanno riportato alla luce una eccezionale testimonianza dell'edilizia, della vita pubblica e privata di unimportante centro dell'antichità.
A poca distanza dagli scavi sorge il Castello, costruito nel 1483, uno dei primi e migliori esempi di architettura militare del Rinascimento. In fondo al viale che porta al Castello sitrova l'ingresso agli scavi di cui tracciamo un sintetico percorso. Dalla via delle tombe si arriva ai resti della porta Romana. Da qui ha inizio il Decumano Massimo, la strada principale che attraversa la città e che porta alle Terme di Nettuno. A poca distanza si trova il Teatro, che risale al tempo di Augusto, ma venne poi restaurato da Settimio Severo e che ospita durante l'estate spettacoli classici. Di fronte al teatro si estende il Foro delle Corporazioni. Riprendendo il Decumano si entra nella Via dei Molini fiancheggiata sulla destra dagli Horrea i grandi magazzini di derrate alimentari.
Nella vicina Via di Diana caseggiati a più piani. Arrivati nel Foro si possono ammirare i grandiosi resti del Capitolium, il massimo tempio della città, dedicato a Giove, Giunone e MInerva.
Fiancheggiando il Foro: a oriente le Terme del Foro, a occidente, la Basilica. Al di là della Basilica è il Tempio Rotondo. Procedendo sul Decumano si incontra la casa del larario, una sorta di bazar. Oltre all'importanza dei grandi edifici il maggior interesse è dato dall'insieme di botteghe, case, sepolcri, mosaici, statue, mulini, che raccontano gli aspetti quotidiani e quasi personali della vita di allora.
Gli scavi di Ostia Antica si raggiungono percorrendo la Via Ostiense o con il treno.

torna su

FRASCATI

A Frascati si viene per respirare aria buona, mangiare e bere vino (famoso il vinello bianco), passeggiare lanciando un'occhiata dall'esterno alle ville storiche che sono quasi tutte chiuse al pubblico (la Lancellotti, Falconieri, Mandragone). Della villa Aldobrandini è visibile solo il parco con i magnifici giochi d'acqua. La Torlonia, di cui sono rimasti solo i giardini dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è diventata uno splendido parco comunale. Mangiare e bere bene fa ancora parte della tradizione frascatana. Conosciutissime le numerose fraschette, dove mangiare porchetta e bere vino dei castelli.
Frascati è anche un buon punti di partenza per brevi gite agli altri castelli e alle rovine di Tusculum con i resti dell'antica città latina e uno straordinario panorama su tutti i monti del Lazio e su Roma. Pochi chilometri e si è già a Monteporzio Catone, con il seicentesco Palazzo Borghese; di nuovo in marcia per raggiungere Monte Compatri attraverso una bella strada ombrosa. Proseguendo in direzione di Rocca Priora si nota una deviazione sulla destra: da qui si sale, curva dopo curva, al bosco (dove si possono fare belle passeggiate) fino al piazzale con il seicentesco convento di San Silvestro: chiedendo con discrezione, si può comprare il miele al castagno, di produzione dei frati.

torna su

BAGNAIA - BOMARZO - PARCO DEI MOSTRI

Si segue la Cassia fino a Viterbo, a circa 100 chilometri da Roma. Si prende a destra l'indicazione per Orte. Dopo appena 5 km. si entra nel paese di Bagnaia noto soprattutto per la famosa Villa Lante. Opera del Vignola, è forse una delle più grandiose testimonianze della ricchezza e della cultura del tardo rinascimento.
Il complesso è formato da un magnifico giardino all'italiana che sale oltre le due palazzine, quella destra voluta dal cardinal Gambara (1566/78), l'altra eretta in seguito (1585/90), voluta dal cardinal Montalto con cinque livelli di terrazze sovrapposte lungo il pendio della collina.
Bellissime sul primo ripiano la Fontana dei Lumini, formata da settanta getti d'acqua e la Fontana dei Giganti cosiddetta per le due gigantesche statue di Fiumi alimentate dell'alto.
Lasciata la sontuosità di Bagnaia si riprende la strade per Orte, dove poco dopo il Casalone di San Nicola si gira a sinistra per Bomarzo. Il Palazzo Orsini, bella costruzione composta da due edifici uniti da terrazze, costruito tra il 1250 e il 1583, domina l'antico borgo.
Splendida vista della Valle del Tevere dalla piazza della Chiesa Parrocchiale. Lasciato il paese si scende al Parco dei Mostri, suggestivo anfiteatro naturale composto da terrazze digradanti verso il fondo valle, dove, nei massi che cospargono il terreno tra una vegetazione foltissima, sono scolpiti animali mostruosi e grotteschi, figure gigantesche e costruzioni particolarmente stravaganti.
Venne fatto costruire nel 1564 da Vicino Orsini e non ne è chiara la motivazione. Dal tempietto si arriva a un ripiano più basso detto xisto, da cui si scende verso uno spiazzo detto Platea dei Vasi, dove si trovano i più conosciuti mostri: l'orco, il drago, l'elefante da battaglia, il cavallo alato. Sempre dalla Platea un ponticello porta alla Casetta pendente; altra costruzione obliqua è la Fontana. Poi, ancora, una enorme tartaruga, il gruppo del Gigante e un Mascherone. Finita l'esperienza "fantastica" si ritorna in auto al Casalone, si arriva a Orte per l'autostrada del Sole si torna a Roma.

torna su

PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

Il Parco comprende Sabaudia e San Felice Circeo, i laghi costieri di Fogliano e dei Monaci, il massiccio del Monte Circeo, la foresta demaniale di Sabaudia e un cordone dunoso litoraneo che giunge fino a Latina, La sua peculiarità è data dall'eterogenità del comprensorio. La flora è tipicamente meditterranea (ci sono ancora delle sugherete) e nel Parco vivono in libertà cinghiali, volpi, faine, lepri, tassi, martore, donnole, conigli selvatici, ricci, istrici, scoiattoli e lontre. La grande varietà diuccelli: falco pellegrino, cormorano, airone rosso e cenerino, falco pescatore, gheppio, picchio verde, poiana.
All'interno del Parco sono state costituite aree di riserva naturale integrale in cui l'acceso è consentito esclusivamente per motivi di studio.
Da Sabaudia, percorrendo la litoranea, dopo aver visto la Torre Paola, cilindrica costruzione eretta da Paolo III a difesa del porto canale, si raggiunge la Baia d'Argento. Nei pressi si trova la Fonte di Lucullo, una grotta in uso fin dall'epoca di Domiziano, dove sgorgano sorgenti fredde litiomagnesiache e ferromagnesiache usate a scopo terapeutico. A breve distanza le rovine della fastosa Villa di Domiziano (I secolo d.C.) con un interessante stabilimento termale.
Si ritorna verso il Monte Circeo per giungere a San Felice. Da vedere la Torre dei Templari, la Casa dei Cavalieri, la cinta ciclopica dell'antica città romana, la Torre vittoriana e la Torre del Fico. Interessante un'escursione in barca fino alla Torre di Paola
, che permette la vista, molto suggestiva, della costa la visita alle numerose grotte, 43, che si aprono sulla linea del mare.

torna su

 
 

www.nonsolohobby.net
Tanti hobbies e non solo, rubriche dedicate ai più piccoli con l'aiuto di mamma e papà

Le favole di Valentina

Gli eroi di Gianluca

primapagina