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VILLA ADA
160 ettari di superficie, via
Salaria 267 - 273 - 275, via di Ponte Salario, via di Monte Antenne, via Panama
La storia:
Villa Ada fu costruita nel Seicento come sede del Collegio Inglese. Da allora,
la villa è stata modificata tante volte dai suoi proprietari. Ad esempio,
all'inizio dell'Ottocento, il principe Luigi Pallavicini organizzò una parte del parco con
giardini all'italiana e il resto con
giardini all'inglese. Poi ci fu il re Vittorio Emanuele
II, che la usò come riserva di caccia e ci fece costruire la Villa Reale e la
torre Neogotica, e volle il parco all'inglese. In seguito appartenne al conte
svizzero Tellfner, e di nuovo ad un re, Vittorio Emanuele III, che fece ordinare
la villa con giardini all'italiana. Quando Villa Ada fu aperta al pubblico, ci
costruirono il lago.
Il nome Villa
Ada glie lo diede uno dei suoi proprietari, il conte Tellfner, la cui moglie si
chiamava, appunto, Ada.
Il ratto delle sabine
Sul monte
Antenne, all'interno di Villa Ada, sorgeva un villaggio
dei Sabini, che si chiamava appunto Antemnae. Secondo la leggenda i Romani non
avevano mogli, e il re Romolo inviò ambasciatori presso i popoli vicini per
organizzare matrimoni. Ma nessuno era disposto a dare loro delle mogli e così i
romani escogitarono un piano. Organizzarono una festa in onore del dio Nettuno
ed invitarono i Sabini. Durante la cerimonia, gli uomini sabini furono aggrediti
e cacciati e le donne rapite e poi prese come mogli. I Sabini dichiararono
guerra ai Romani, ma le donne che erano state trattate bene dai Romani,
convinsero i Sabini a far la pace. Romani e Sabini si ricongiunsero e Romolo
governò assieme al loro re Tito Tazio. Anche il successore di Romolo, Numa
Pompilio, era un Sabino.
Le
catacombe di Santa Priscilla
Si trovano all'interno
di Villa Ada. Priscilla era una nobil donna romana. Quando si convertì al
cristianesimo, donò il terreno su cui nacque un cimitero. In seguito sotto terra
si svilupparono già nel II secolo d.C. tantissime gallerie e stanze, alcune
decorate con pitture e affreschi. L'ingresso alle catacombe è in via salaria
430.
Ancora all'interno di Villa Ada possiamo trovare: le scuderie, Villa Reale,
Cappella di Maria SS: del Divino Amore, il Casale del Guardiano, Casina
Pallavicini, la Torre Neogotica e il Tempio di Flora.
Giochi
per bambini:
ingresso via Salaria 275;
ingresso via Ponte Salario
Percorso
attrezzato per attività ginniche:
area
valle del sughereto ingresso via Salaria 275
Percorsi
naturalistici:
a cura
del WWF presso Cooperativa Valle dei Casali
Ludoteca
ambientale:
ingresso
via Salaria 267 | |
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IL PARCO NEMORENSE
3 ettari nel
quartiere Trieste-Salario tra via Nemorense, via Lago di Lesina e via Panaro.
La storia: Nel 1930 - anno in
cui è stato inaugurato - si chiamava Il giardino Virgiliano, in onore al poeta
latino. Progettato nel 1928 dall'architetto Raffaele De Vico, fu realizzato in
soli due anni e inaugurato il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma.
Il restauro:
Restaurato di recente sono stati rispettati i disegni
originali, ed è stata introdotta soltanto qualche modifica che rispondesse
meglio alle esigenze dei cittadini. E' stato rimesso a nuovo il laghetto di
roccaglie. E' stata rifatta la rete fognaria. Sul ciglio dei vialetti interni è
stato rimesso il travertino. Sono stati ripristinati gli antichi portali. I
giochi per i bambini sono stati sistemati in due zone del parco. Aiuole e siepi
sono state piantate. Sono stati ristrutturati il campo di bocce e la pista per
pattinare e andare in bici.
Punto ristoro e
servizi:
in fondo al giardino entrando da via Nemorense
Giochi
per bambini:
entrata di via Nemorense
Pista
per biciclette:
entrata di via Nemorense
Giostre: entrata
di via Nemorense
Circolo
Bocciofilo:
entrata di via Nemorense | |
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VILLA BORGHESE
80 ettari nel
quartiere Trieste-Salario (II circoscrizione). Ingresso da piazzale Flaminio;
piazzale Firdousi, viale Belle Arti; via Raimondi; via Pinciana, piazza San
Paolo de Brasile.
La storia: la Villa risale al
Settecento. A quei tempi era la residenza di Scipione Borghese, nipote di papa
Paolo V. Gli architetti Antonio Asprucci e Luigi Canina ampliarono ed
ingrandirono la Villa tra la fine del '700 e la metà dell'800. La Villa diventa
parco pubblico nel 1903, quando viene acquistata dallo Stato che si riserva la
competenza della Galleria Borghese e dona al comune di Roma il Parco e gli altri
edifici. Tra questi, il Casino del Graziano, la Fortezzuola, la Casina di
Raffaello, il Casino Cenci, la Casina dell'Orologio, l'Aranciera la Casina delle
Rose, le Uccelliere.
Nel parco - di grande
interesse naturalistico - ci sono fontane, statue ed arredi monumentali di
notevole pregio. Passeggiare a Villa Borghese è di grande incanto: la Valle dei
Platani, il Lecceto nel Parco dei Daini, il Viale delle Magnolie, il Giardino
del Lago, i Giardini Segreti riservano - in ogni stagione - innumerevoli
sorprese.
Servizi: all'interno del
grande parco di Villa Borghese c'è il bar, un cinema per bambini, le giostrine,
percorsi attrezzati, piste ciclabili e noleggio bici, area gioco per i cani, un
maneggio, e si svolgono diverse attività culturali stabili e occasionali.
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VILLA DORIA
PAMPHILJ
Municipio XVI, quartiere Monteverde - Gianicolense
184 ettari; ingressi via di S.Pancrazio, via Aurelia Antica, via Leone XII,
largo M. Luther King, via Vitellia, via della Nocetta
La storia: Storia e
ampliamenti hanno modificato non poco l'antica Villa del '600 il cui nucleo più
antico - commissionato da Camillo Pamphilj - fu realizzato da Alessandro Algardi
e Giovanni Francesco Grimaldi.
Nel '700 la
Villa viene parzialmente rinnovata da Gabriele Valvassori, Francesco Nicoletti e
Francesco Bettini. Ma è nella seconda metà dell'Ottocento che vengono fatti gli
interventi più significativi che trasformano la Villa così come la vediamo oggi.
Ville e vigne limitrofe vengono annesse ad ampliare gli antichi confini.
L'assetto viene trasformato secondo i canoni del giardino paesistico e con
edifici di stile eclettico. Quest'ultimo cambiamento è opera del Principe
Filippo Andrea V Doria Pamphilj e dell'architetto Andrea Busiri Vici.
Dopo un primo
esproprio negli anni Trenta e l'apertura della Via Olimpica, la Villa è divenuta
proprietà del Comune di Roma mentre il Casino del Bel Respiro ed il Giardino
Segreto sono proprietà del Demanio dello Stato. Il pubblico - che può ammirare
l'intera Villa dal 1971 - ha di che estasiarsi per lo splendido paesaggio e per
la vegetazione: per il parterre di fronte alla Palazzina Algardi per la finezza
della topiara a bosso che decresce dai bordi verso il centro; per le piante
abbastanza rare come l'eritrina e per i grandi esemplari di persea o albero
dell'avocado, e per i molti lecci.
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VILLA
TORLONIA
Nel
Municipio III , quartiere Nomentano
14 ettari con ingresso in via Nomentana 70, via Siracusa, via Spallanzani
E' la più recente delle
ville nobiliari romane. L'originalità del giardino paesistico all'inglese, uno
dei pochi esempi a Roma, rende la villa particolarmente affascinante, grazie
anche ad una ricca quantità di edifici ed arredi artistici presenti nel parco.
La storia:
La villa risale al '700
quando Giovanni Torlonia, ottenuto il titolo di marchese nel 1797, acquistò la
Villa Colonna ( già Pamphilj) sulla Nomentana. Giuseppe Valadier venne
incaricato di sistemare la tenuta in modo da renderla all'altezza delle altre
Ville principesche di Roma.
Alla morte di Giovanni, nel 1829, il figlio Alessandro ereditò la proprietà. Nel
1832 incaricò Giovan Battista Caretti, architetto e pittore, di arricchire e
ampliare la tenuta. Caretti lavorò per i Torlonia per circa 10 anni, avvalendosi
di una folta schiera di collaboratori, pittori, scultori, architetti,
decoratori, scalpellini.
Giovanni Torlonia, nuovo erede,
interessato al rilancio del nome di famiglia, fece realizzare il Villino
Medievale, un nuovo muro di cinta, il Villino Rosso, il Villino dei guardiani
all'ingresso di Via Spallanzani e trasformò radicalmente la Capanna Svizzera che
prese l'attuale forma di Casina delle Civette.
Nel 1925 la Villa venne concessa
come residenza a Mussolini fino al 1943. Nel giugno del 1944 tutto il complesso
fu occupato dalle truppe del comando anglo - americano che vi rimase fino al
1947.
Nel 1977 la Villa fu acquistata dal Comune di Roma e dal 1978 è aperta al
pubblico.
Negli anni 90 una serie di restauri
da parte del Comune, hanno riportato la villa ai suoi splendori antichi. Sono
stati completamente ristrutturati la Casina delle Civette, le Scuderie Nuove, il
Villino Rosso, i manufatti dei Propilei e il Casino dei Principi. Altri restauri
sono previsti per riportare allo splendore anche il teatro all'interno del
parco.
Giochi per bambini:
entrata di via Siracusa
Servizi: presso la
Casina delle Civette negli orari di apertura del Museo
Centro
anziani: presso le
Nuove Scuderie, ingresso di via Spallanzani |
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VILLA
GLORI
Nel
Municipio II quartiere Parioli. 25 ettari con ingresso da piazzale del Parco
della Rimembranza, via Maresciallo Pilsudski. Del XIX-XX secolo.
Villa
Glori nasce come Parco della Rimembranza dedicato ai caduti della prima Guerra
Mondiale. Viene poi riconsacrato a tutti i caduti romani per la patria, lo
ricorda una grande croce di ferro sul piazzale di Villa Glori. Una serie di
viali ricordano i protagonisti dello scontro del 23 ottobre 1867 tra le truppe
pontificie e una settantina di uomini (viale dei Settanta) al comando dei
fratelli Cairoli. Di recente è stata messa una piccola lapide dedicata ai caduti
morti a Nassirya nel 2003. Il parco fu inaugurato il 28 maggio 1924 |
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VILLA
CHIGI
Nel
Municipio II quartiere Trieste, 5 ettari con ingresso da via di Villa Chigi 24,
via Valnerina, via Niccolò Piccinni.
Villa Chigi nasce grazie alla volontà del
Cardinale Flavio Chigi mella seconda metà del '700. E' un esempio di "casina di
villeggiatura". Il giardino è all'italiana.
La Villa rimase sostanzialmente
inutilizzata per quasi tutto l'Ottocento. Nel secondo dopoguerra i Chigi
vendettero tutta l'area agricola e il parco sottostante. Il frazionamento della
proprietà e il disinteresse dei proprietari avviarono il complesso ad un veloce
decadimento. Alla fine degli anni '70 il Comune di Roma si assicurò l'area del
parco. L'edificio della Villa è stato affidato in comodato alla comunità "Mondo
X" per il recupero dei tossicodipendenti. |
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PASSEGGIATA DEL GIANICOLO
Nel
Municipio I quartiere Trastevere, 3,5 ettari con ingresso da via Garibaldi,
salita di Sant'Onofrio.
Costituita da due
grandi viali alberati da platani, costeggianti la Villa Aurelia, la
passeggiata del Gianicolo, da la possibilità di godere di uno dei panorami più
suggestivi del centro storico di Roma. I due viali si riuniscono nel piazzale
Garibaldi per proseguire in un unica strada, a tornanti, fino alla chiesa di
Sant'Onofrio, realizzata per completare la Passeggiata nel 1939. L'area è
ripartita in aiuole sui cui bordi a scogliera, con passo regolare, sono
collocati i busti dei garibaldini illustri che hanno combattuto per la difesa di
Roma nel 1849.
Dal 1904, sotto il Belvedere del Gianicolo, alle ore 12 in
punto tre soldati ogni giorno caricano un obice a salve e sparano un colpo. La
tradizione del colpo di cannone risale a Pio IX che, per evitare confusioni di
orario, istituì nel 1846 questo servizio. Prima di approdare al Gianicolo, il
cannone sparò dalle torri di Castel Sant'Angelo e poi da Monte Mario.
A Piazzale Giuseppe Garibaldi si trova l'ormai storico
teatrino di burattini |
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VILLA ALDOBRANDINI
Nel
Municipio I, 8 ettari con ingresso da via Mazzarino 11.
La Villa si presenta
come un giardino pensile racchiuso da muraglioni, offre una suggestiva vista
sulla città. Dalle mura si elevano tre muraglioni.
La storia:
Nel 1566 monsignor Giulio Vitelli, originario di Città di Castello, acquistò una
vigna, con orti ed alcuni edifici a Monte Magnanapoli,.
Nel 1600 Clemente Vitelli, figlio di Giulio, vendette la Villa a papa Clemente
VIII (1592-1605), e questi la donò l'anno successivo al nipote, il cardinale
Pietro Aldobrandini. Giacomo Della Porta, architetto di fiducia del nuovo
proprietario, dotò il palazzo di scale e logge e di una facciata continua sul
giardino. I viali furono arredati con statue (oggi in copia), vasi, cippi,
sedili, alcune fontane e una peschiera (oggi non più esistente). Tutti i lavori,
vennero condotti tra il 1601 e il 1602. Tra il 1811 e il 1814 la Villa fu
sede del governatore francese a Roma, tornata nelle mani della famiglia
Aldobrandini passò nel 1926 allo Stato italiano. |
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VILLA MERCEDE
Nel
Municipio III, quartiere Tiburtino, 5 ettari con ingresso da via Tiburtina 113,
via dei Marruccini.
Il parco pubblico di
Villa Mercede costituisce un ambiente, seppur piccolo di dimensioni, molto
frequentato, fresco ed ombroso per tutti gli abitanti, soprattutto anziani, del
quartiere. La Villa in estate ospita una rassegna cinematografica.
Sino alla metà
del XIX secolo tutta l'area si presentava come una campagna interrotta da basse
colline coltivate a vigne.
Nel 1983 la parte della Villa compresa tra via Tiburtina e via dei Marruccini
venne acquistata dal Comune. L'unico edificio della Villa compreso nell'area
comunale è il cosiddetto "teatrino" che oggi ospita la Biblioteca comunale.
Giochi per
bambini:
ingresso di via Tiburtina
Pista di
pattinaggio: ingresso di via
Tiburtina
Campo di
pallacanestro: ingresso di via
Tiburtina
Biblioteca
Comunale Villa Mercede:
ingresso di via Tiburtina |
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VILLA ALBERONI PAGANINI
Nel
Municipio II, quartiere Nomentano, 2,5 ettari con ingresso da via Nomentana 70
(di fronte Villa Torlonia), vicolo della Fontana, Largo di Villa Paganini.
Il parco pubblico di
Villa Paganin è stata di recente (aprile 2
004) riaperta al pubblico dopo un
restauro ad opera del Servizio Giardini del Comune di Roma, in collaborazione
con la Sovraintendenza Comunale. L'aspetto ritornato alla luce è quello di un
giardino romantico di fine Ottocento, con il ripristio del laghetto e con la
riapertura della Grotta-Ninfeo.
Le origini della Villa sono legate al
cardinale Mariano Pierbenedetti da Camerino che acquistò la Vigna nel 1585 per
trasformarla in residenza di prestigio. Di questo periodo rimane come unica
testimonianza la fontana in marmo oggi posta all'angolo tra Via Nomentana e
Vicolo della Fontana. Nel 1722 la tenuta venne acquistata dal Cardinale Giulio
Alberoni che intraprese importanti lavori di sistemazione degli edifici e del
giardino. La villa passò poi nelle mani di numerosi altri proprietari che
trasformarono la Villa ed il parco secondo il gusto romantico ottocentesco.
Nel 1934 il Comune di Roma acquistò il complesso per destinarlo ad uso pubblico.
La Villa fu aperta al pubblico il 21 aprile del 1934 alla presenza di Benito
Mussolini. Nel 1938, sul lato di via Nomentana, venne collocato il monumento ai
caduti nella I Guerra Mondiale del quartiere Nomentano, opera di Arnaldo Zocchi
(1862-1940).
Area per cani:
ingresso su via Nomentana | |
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